Pratica del QiGong e dello Zhan Zhuang

Qi Gong per allenare la Consapevolezza di Corpo e Mente

Per i Cinesi e per la filosofia Taoista, alla base della Medicina Tradizionale Cinese, la posizione eretta è, fra tutte, la più importante perché è quella che consente all’uomo di entrare in connessione con la terra (e il mondo terreno) e allo stesso tempo con il cielo (e il mondo spirituale).

Con i piedi ben piantati al suolo e con il capo rivolto al cielo, l’essere umano, che ne sia consapevole o meno, diviene anello di congiunzione e canale energetico attraverso il quale si connettono i due “mondi”.

È questa la premessa per un’assunzione di responsabilità di se stessi, in qualità di esseri umani, potenzialmente destinati a trasformarsi da esseri terreni a esseri divini pienamente realizzati.

Attraverso la pratica di esercizi che aiutano ad assumere e mantenere una corretta posizione eretta, l’energia vitale (Qi o Chi per i cinesi, Ki per i giapponesi e i coreani, Prana nella cultura induista e Pneuma per i greci antichi) inizia a scorrere e fluire liberamente all’interno del corpo. Come diretta conseguenza, anche la circolazione del sangue nei vasi migliora e si creano le premesse per una condizione di presenza, consapevolezza e pieno benessere psico-fisico.

Preparazione e Pratica dello Zhan Zhuang

La pratica dello zhan zhuang 站樁 (si pronuncia gian giuang) detta anche “posizione del palo immobile” o “stare in piedi come un palo” è una forma di Qi Gong incentrata su un profondo ascolto interiore. L’esercizio, come descrive bene il nome, richiede di stare eretti, come il tronco di un albero, per un tempo più o meno lungo che dipende dal livello del proprio allenamento.

Così facendo, la mente tende ad accedere a uno stato di quiete, pur restando attiva e vigile, nello stesso tempo diventa più consapevole del corpo e del suo equilibrio.

Effetti benefici documentati di questa pratica sono: sistema immunitario fortificato, maggior livello di energia quotidiana e benefici al sistema nervoso, cardiovascolare e respiratorio.

Esaminiamo ora come tenere correttamente questa postura senza sforzo. Elemento fondamentale dello “stare in piedi, eretti come un albero” sta nel lasciare che il peso del corpo gravi in basso sugli arti inferiori e che, attraverso i piedi, si scarichi completamente a terra.

I piedi sono tra loro tendenzialmente paralleli e separati da una distanza pari alla larghezza delle spalle, mentre le caviglie sono rilassate quanto basta per permettere al peso del corpo di distribuirsi su tutta la superficie della pianta dei piedi. Il peso del corpo nel suo insieme, è bilanciato.

Le ginocchia sono tenute morbide ma non forzatamente piegate e la perpendicolare che scende dal ginocchio verso il terreno non deve cadere oltre la punta del piede corrispondente. L’idea dovrebbe essere quella di tenere, tra le gambe, senza sforzo, una palla di gomma.

Le anche sono rilassate e aperte, il cavallo è arrotondato, il bacino leggermente retroverso così che l’estremità del coccige sia rivolta in basso. Il baricentro del corpo cade tra i due piedi. Per riuscire a fare ciò è importante rilassare l’area inguinale, l’articolazione delle anche e la regione sacro-iliaca. Solo così la regione lombare può distendersi, rimanendo tonica ed elastica al tempo stesso.

Risalendo, il tronco è mantenuto eretto con le vertebre allineate una sull’altra, lungo un asse che unisce idealmente il punto Bai Hui (agopunto GV-20, posizionato alla sommità del capo lungo il meridiano straordinario denominato Vaso Governatore) con il punto Hui Yin (agopunto CV-1, localizzato al centro del perineo all’inizio del meridiano straordinario denominato Vaso Concezione).

Il corpo è mantenuto morbido e rilassato nell’area addominale, il petto è leggermente rientrato all’altezza dello sterno, permettendo così alle spalle di “arrotondarsi” e alle scapole di scendere. Così facendo i muscoli del collo e delle spalle si rilassano e le braccia cadono morbide ai lati del corpo.

Infine la testa punta verso l’alto, come se fosse appesa e sostenuta da un filo immaginario che collega idealmente il vertice del capo (ovvero il già citato punto Bai Hui) con il soffitto o il cielo. Le mani sono rilassate e morbide e le dita, leggermente distanziate tra di loro, puntano verso il suolo.

Vantaggi della Pratica dello Zhan Zhuang

Mantenendo la posizione zhan zhuang si libera il corpo dalle tensioni muscolari e al tempo stesso si creano le condizioni favorevoli per il rilassamento fisico e mentale: condizioni queste che agevolano la circolazione del Qi (energia vitale) nei meridiani principali e in quelli straordinari e nello stesso tempo la circolazione del sangue.

Per quanto riguarda cuore-mente, vale a dire l’aspetto psico-spirituale, il praticante porta l’energia degli organi di senso e tutta la propria consapevolezza verso l’interno così da rallentare pian piano l’attività mentale e raggiungere uno stato di quiete.

Ultima, ma non meno importante, è la regolazione del respiro, conseguenza naturale della ritrovata calma della mente: essa si manifesta con la comparsa di un respiro lento, sottile, lungo e profondo.

Fondamentale ricordare che nella pratica dello zhang zhuan non si tratta di “resistere” in una posizione scomoda per un tempo più o meno lungo ma si tratta di trovare, gradatamente, la propria disposizione fisica e mentale per stare a proprio agio nella posizione sopra descritta.

Lo zhang zhuan infatti non deve essere vissuto come uno sforzo, ma come un momento di pace assoluta, e per raggiungere questo obiettivo, all’allievo viene consigliato di praticare (inizialmente) per pochissimi minuti al giorno (uno, due o massimo cinque minuti)  fino ad arrivare a un tempo che non è stabilito a priori ma può avvicinarsi all’ora.

Spesso il problema del praticante occidentale è collegato all’eccessivo entusiasmo iniziale e all’insana voglia di strafare che lo porta in breve tempo al fraintendimento e alla perdita di motivazione.

Problema ancor più grande è la convinzione di dover sopportare il disagio fisico pensando che più si soffre e più si “guadagna”. In questo modo lo zhang zhuan diventa un’inutile tortura quotidiana e ciò che si impara è l’attitudine alla sopportazione e non alla morbidezza.

Se la pratica viene invece instradata lungo la giusta via, l’esercizio del “non-movimento” si traduce in una nuova condizione di benessere mentale e fisico. Il corpo e la muscolatura acquisiscono forza, si ha un abbassamento della pressione arteriosa, l’attivazione del sistema immunitario e un miglioramento nella qualità della respirazione e dell’ossigenazione corporea. La volontà diventa salda e aumentano consapevolezza e sicurezza in se stessi, migliora la capacità di concentrazione e il livello di serenità generale.

Non ci sono controindicazioni alla pratica e questo fa dello zhang zhuan un esercizio buono per chiunque, a qualsiasi età. Che altro aggiungere se non… buona pratica di consapevolezza!

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