Siamo davvero in grado di prenderci cura di noi?

Siamo davvero in grado di prenderci cura di noi?

Quotidianamente nutriamo la nostra pelle con creme idratanti e antietà, scolpiamo i nostri muscoli con ore di palestra, ci interessiamo della nostra mente con sedute di Yoga, Qi Gong o Mindfulness e del nostro stomaco con cibi bio… ma sappiamo veramente prenderci cura di noi stessi?
Se siamo fortunati possiamo addirittura “incappare” nel decalogo magico e infallibile per prenderci cura di noi stessi.
Il risultato? Più si compra, più si investe, più ci si affanna e più si è bravi nell’oscura arte del prendersi cura di sé.
Ma la vera domanda resta questa: “Siamo davvero in grado di prenderci cura di noi?“.

A mio parere, amare noi stessi parte da uno spazio che lasciamo libero per noi, uno spazio libero dal “dover fare” e all’insegna del “lo voglio fare perché mi piace e mi fa stare bene”.

Già i greci antichi parlavano della cura di sé dicendo che ogni azione dell’uomo doveva essere all’insegna dell’amore per se stessi. Tale processo partiva dal gnôthi seautón ovvero dal tanto decantato “conosci te stesso” diventato poi precetto socratico. Conoscere se stessi per conoscere il proprio modo di funzionare e quindi conoscere il modo giusto di amarsi e in che direzione evolvere.

Volendo andare un pò più sul pratico e dare qualche strumento potremmo pensare di applicare: Accoglienza, Ascolto, Autenticità.

Accoglienza nel senso di dare il benvenuto e abbracciare la propria unicità (luci e ombre, punti di forza e di debolezza) passando da una dimensione giudicante (siamo bravissimi a essere giudici inflessibili di noi stessi!) a una dimensione valorizzante. Ascolto inteso come imparare a prendersi del tempo per ascoltare autenticamente noi stessi e i nostri bisogni e aspirazioni. Utilizzare le domande e il silenzio è un ottimo modo per iniziare a conoscerci. Autenticità nel senso di accoglienza e ascolto autentici nei confronti di noi stessi, senza prenderci in giro perché a farne le spese saremmo solo noi.

Ecco perchè fare Qi Gong, una dieta, una passeggiata, un massaggio possono essere utili come inutili. Utili se partono dal principio di conoscenza di noi stessi, poco utili altrimenti.

Ecco dunque che sorge spontanea la domanda: “Come posso fare a conoscermi più profondamente?”. Anche qui posso dare la mia risposta che prende spunto dagli strumenti che più si sposano con il mio essere… direi che un percorso di Coaching è una meravigliosa occasione di auto-conoscenza, così come la pratica di un’arte marziale (processo senza dubbio più lungo ma altrettanto bello e profondo), ecc.

Quindi, non accontentiamoci di cose che danno solo l’illusione dell’amore per sé e del prendersi cura di sé: impariamo prima di tutto a conoscerci, ad amarci, a dedicarci e a riservarci un tempo e uno spazio che siano solo nostri e facciamolo con tenerezza. Solo così potremmo imparare a stare in quello che facciamo, a trovare il miglior modo “per noi” di prenderci “cura di noi”.

Potremmo concludere dicendo che siamo passati dal concetto di Cura di sé a quello di Conoscenza di sé, che inevitabilmente chiama in causa una profonda presa di Consapevolezza. Fatto ciò si attiva un circolo virtuoso che si autoalimenta perché attraverso una maggior consapevolezza arriviamo a conoscere meglio noi stessi e così impariamo di cosa abbiamo bisogno per prenderci cura di noi.

Che altro dire.. non ci resta che metterci in cammino!

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